La ripresa delle attività in Fondazione don Gnocchi a Milano è come un nuovo inizio
La pandemia
I Volontari a lungo lasciati ai margini. Il volontariato in Cure Palliative ha subìto, con la pandemia, una drammatica battuta d’arresto. Diversi ETS e strutture, che operano tanto nel pubblico che nel privato, hanno dovuto affrontare una situazione emergenziale di lunghissima durata.
Benché l’emergenza sia – per sua definizione e natura – di breve durata, il virus più noto alle cronache ha inflitto al nostro Paese, e all’inizio della sua diffusione alla Lombardia in particolare, ben oltre un anno di restrizioni.
I differenti provvedimenti presi dal governo, pur se volti a contenere il numero di persone colpite, hanno raggiunto anche tanto gli ospiti di hospice e RSA, che di case di cura e ospedali, infermerie.
Il carcere
Tra queste ultime vogliamo ricordare anche quelle all’interno delle case circondariali dislocate sul territorio nazionale. Esse ospitano persone con patologie croniche e acute, alcune delle quali stanno affrontando in carcere malattie in fase avanzata ed evolutiva.
La nostra partecipazione come discenti al percorso formativo proposto da Celivo e il successivo confronto con alcuni dirigenti penitenziari ci hanno convinti: è urgente colmare anche quel vuoto. Assistenziale ed esistenziale.
Le iniziative
Presenza Amica, nel corso della primavera 2020 ha avviato una serie di progetti, di fatto concatenati: Ancora Insieme – progetto di TeleVolontariato ora ridenominato Mai+Soli, ABCare, Dai Voce alle Tue Scelte.
Il volontariato in presenza è stato necessariamente sospeso, a favore di proposte di formazione online e gruppi di lavoro a distanza.
Interni all’organizzazione o realizzati/condotti in collaborazione con altre realtà del Terzo Settore, essi hanno coinvolto un largo numero dei nostri Volontari.
L’elemento mancante
Benché la qualità delle iniziative programmate e dei progetti realizzati fosse alta, restavamo ogni volta a interrogarci circa una possibile previsione. Quando saremmo potuti rientrare in hospice o recarci al domicilio delle persone malate?
Il Tele-Volontariato non era infatti sufficiente, il desiderio – forse il bisogno – di tutti i Volontari era quello di tornare ad essere (anche) fisicamente accanto ai vulnerabili, ai familiari, a quanti vivono insieme a loro la malattia inguaribile.
Per stare al fianco, essere in ascolto attivo – empatico, e dare così sostegno.
La ripresa
La lunga attesa è finalmente finita.
I Volontari hanno partecipato la scorsa settimana al percorso formativo propedeutico ad accedere alle strutture. E la data del riavvio delle attività presso la Fondazione Don Gnocchi – Istituto Palazzolo di Milano, è in bella vista sul calendario.
Volontari, si riprende!
Il 4 ottobre 12 Volontari esperti nella Relazione di Aiuto raggiungeranno l’hospice della struttura meneghina, potendo nuovamente affiancare malati e familiari e dare vita e dignità ai giorni.
E cucire, infine, una ferita che ha fatto soffrire davvero tutti.


