Ancora Insieme!

I nostri Volontari sempre a fianco di chi è solo

Insieme a molte altre realtà associative, non ha abbandonato fragili e vulnerabili. L’Associazione Presenza Amica non si è mai fermata.

Lo sguardo attento ai bisogni emergenti, alle nuove sfide, ha colto una opportunità: raggiungere i bisognosi anche via Zoom.

Ricordando, con due stanze a loro dedicate, il nostro ispiratore Mario Doniselli e il nostro Socio numero uno, Carlo Orlandini. Entrambi scomparsi, ma sempre nel cuore di tutti noi.

Il progetto

Nato nell’aprile 2020, il progetto Ancora Insieme – ora ridefinito nella sua espressione operativa MAI+SOLI – si è declinato in tre fasi. Ideazione e raccolta fondi, valutazione degli strumenti tecnologici e loro adeguamento con specifici software alle esigenze di utilizzo, formazione dei Volontari.

Quello sappiamo offrire oggi è un servizio gratuito di TeleVolontariato avanzato, fruibile anche da persone poco avvezze all’uso di strumenti tecnologici.

La quarta fase, ça va sans dire, è stata il lancio del progetto. Approdato presso l’ASST Rhodense, esso ha saputo accogliere il bisogno di relazione delle persone ricoverate in Hospice, e di alcune persone malate seguite al domicilio nella città di Milano.

Unanime il gradimento: ritrovarsi insieme ha prodotto effetti benefici su tutti i partecipanti. Malati e familiari/caregiver, ma anche Volontari e operatori.

Per noi, come per Simone Weil

L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità

Appartenenza

Ci siamo quindi sentiti TUTTI nuovamente utili. Inutile celare un fatto: la sospensione delle attività in presenza aveva drammaticamente fiaccato anche la nostra consueta verve. Ritrovata con un cammino fatto di incontri motivazionali, di supervisione psicologica, di formazione continua con ABCare.

Obiettivo: registrare costantemente lo stato emotivo dei Volontari, sia quelli attivi nell’ambito assistenziale che vede nella relazione di aiuto la sua sintesi, che quelli impegnati nell’area divulgativo-organizzativa.

Insomma, insieme siamo riusciti a mantenere fede al proposito associativo: non lasciare sole le persone che stanno vivendo la fase avanzata ed evolutiva di malattia inguaribile.

Consapevolezza

Difficile il confronto quotidiano con la sofferenza e con la morte, tema centrale della prima fase dell’emergenza pandemica.

Tema “riscoperto” ed ora analizzato da numerosi esperti a livello globale, argomento privato finalmente – chissà se davvero per sempre – da ogni retorica e scaramanzia.

Abbiamo avuto paura, sulla nostra pelle e guardando ai nostri affetti, della sofferenza fisica e della morte, comprendendo finalmente qualcosa di fondamentale.

L’accettazione della morte come parte della vita sembrava un tabù insormontabile da superare: ora il percorso è meno arduo. Questo permetterà a un più ampio numero di persone di avvicinarsi al volontariato nel fine vita, laddove dignità e qualità della vita della persona sono al primo posto.

Insieme

La solitudine e la mancanza di ruolo, il senso di vuoto – insieme alla sofferenza fisica, psicologica e al bisogno di spiritualità – possono essere leniti. Se siamo, stiamo insieme con Volontari formati e competenti, a quanti ora vivono il tempo resta.

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